Publié le: 4 septembre 2026

PMI: bisogno di strumenti moderni di incentivo

AITI – Secondo Stefano Modenini, Direttore dell’Associazione Industrie Ticinesi (AITI), bisogna adeguare la struttura economica e potenziare gli strumenti di sostegno all’innovazione.

La recente pubblicazione dell’indice del clima economico della NZZ nel secondo trimestre, mostra una situazione difficile e complessa per le aziende. Nel secondo trimestre 2026 tale indice è peggiorato sensibilmente, scendendo a meno 7,3 punti, il livello più basso dall’inizio dell’indagine nel 2021.

Quasi tutti gli aspetti analizzati nell’ambito del barometro delle PMI della NZZ sono valutati peggiori rispetto all’anno precedente, il 2025. Le aziende sono particolarmente critiche nei confronti del business internazionale, ostacolato principalmente dai cambiamenti nelle politiche commerciali statunitensi, dalla situazione valutaria, dall’affidabilità delle catene di approvvigionamento (appesantite dalle incertezze geopolitiche) e dalle normative legali, che prevedono porteranno a ulteriori oneri burocratici.

Un aspetto positivo in questo quadro altrimenti desolante è l’integrazione delle tecnologie moderne; la stragrande maggioranza delle aziende riscontra un miglioramento in questo ambito.

Oltre la metĂ  (55%) delle aziende si considera da abbastanza a molto resiliente, mentre una su dieci si ritiene abbastanza o solo leggermente resiliente e le restanti la valutano come moderata.

A livello operativo, la maggioranza si ritiene in grado di agire e a prova di crisi. Tuttavia, a livello strategico, la resilienza raggiunge i suoi limiti: un calo inatteso dei ricavi sarebbe difficile da gestire o addirittura minaccerebbe l’esistenza stessa di quasi un quinto delle aziende.

Meno di un terzo ritiene di essere in grado di adattare radicalmente il proprio modello di business entro sei mesi. Inoltre, la diversificazione tra fornitori e clienti rimane una sfida irrisolta per la maggior parte delle aziende.

Queste sono le sfide operative che le aziende vivono quotidianamente e che nel contempo lanciano vari campanelli d’allarme anche alle istituzioni del paese.

Lo abbiamo già detto in passato ma è necessario ribadirlo: quanti sono davvero consapevoli della relativa fragilità del territorio nel disporre delle condizioni quadro ottimali per continuare a fare impresa in Svizzera e in Ticino, nonostante le cifre apparentemente positive soprattutto rispetto ai concorrenti di altri paesi?

Come sappiamo, la Svizzera non conosce una politica industriale per come la si intende in Europa e in altre parti del mondo. Non esistono in linea di principio aiuti di Stato (tranne in occasioni nelle quali è lo stesso sistema economico a essere in pericolo), perché la Svizzera privilegia la strada degli strumenti e incentivi di natura innovativa e fiscale.

Il connubio fra produzione e ricerca scientifica è uno degli elementi positivi e vincenti del nostro paese. Le PMI hanno fortemente bisogno di innovare, ma sono ancora molte e frazionate. Da questo punto di vista bisogna adeguare la struttura economica e potenziare gli strumenti di sostegno all’innovazione. Non aiuti di Stato, pertanto, ma strumenti moderni di incentivo che permettano alle nostre aziende di incrementare in misura maggiore l’innovazione prima di tutto di processo e poi anche di prodotto.

Stefano Modenini

Direttore AITI

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